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26/03/2019
L'essenza dell'impresa che cambia

Per l’economista Giulio Sapelli la precisione e l’equilibrio dinamico sono le due virtù personali e collettive atte a diminuire l’entropia dei sistemi sociali e quindi del rapporto tra uomo e organizzazione

Continua la serie d’interviste per il nostro blog precisissimo. Dopo l’Architetto Nazzareno Petrini, che ha progettato la nuova scuola di Pieve Torina, realizzata grazie alla raccolta fondi di Succisa Virescit, è la volta di un altro straordinario personaggio che ci onoriamo di annoverare tra gli amici della nostra azienda e che ha condiviso con noi la giornata Umiltà Attenzione Rispetto. Tre imprese, Enrico Mattei e la visione globale dedicata al grande imprenditore pubblico di origini marchigiane. Stiamo parlando dell’economista di fama internazionale Giulio Sapelli che, raggiunto nel suo studio di Milano, ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Laureato in Economia con una tesi in Storia Economica presso l'Università degli Studi di Torino nel 1971, ha conseguito la specializzazione in Ergonomia nel 1972. Ha insegnato e svolto attività di ricerca presso la London School of Economics and Political Science nel 1992-1993 e nel 1995-1996, nonché presso l'Università autonoma di Barcellona nel 1988-1989 e l'Università di Buenos Aires. È stato professore ordinario di Storia economica presso l'Università degli Studi di Milano, dove ha insegnato Economia politica e Analisi Culturale dei Processi Organizzativi.

Membro di numerosi comitati scientifici di imprese, fondazioni e istituti, ha lavorato con compiti di ricerca, formazione e consulenza presso l'Olivetti e l'Eni. Azienda, quest’ultima, di cui è stato Consigliere di Amministrazione dal 1996 al 2002.

Dal 1993 al 1995 è stato il rappresentante italiano di Transparency International, organizzazione che lotta contro la corruzione economica. Dal 2002 è tra i componenti del World Petroleum Council, un'organizzazione internazionale non governativa che ha lo scopo di promuovere l'uso e la gestione sostenibile delle risorse petrolifere mondiali. Dal 2003 fa parte dell'International Board dell'OCSE per il no-profit. Collabora con numerose testate tra cui il Corriere della Sera.

Dopo le ultime elezioni politiche e è salito agli onori della cronaca politica italiana per essere stato tra i papabili per la nomina a premier. Ipotesi rapidamente sfumata per evidenti incompatibilità di vedute con una componente della coalizione di Governo.

 

Prof. Sapelli, ci siamo conosciuti ad Ancona, per l’evento “Umiltà Attenzione Rispetto. Tre imprese, Enrico Mattei e la visione globale” qual è stato il suo percepito in occasione dell’incontro con le tre realtà imprenditoriali marchigiane?

Ho compreso, anche tramite il sentimento, l’amicizia spontaneamente sorta che cosa sia il talento. Il talento è la capacità che si unisce alla competenza grazie alla passione. Ma la passione sorge solo dal rispetto, dall’umiltà e dall’attenzione, come ci insegnava Simone Weill e in quell’incontro tra persone dell’impresa con diversi poteri, capacità e competenze, la passione scaturiva forte e quieta.

 

Quello di Mattei viene ricordato come un capitolo buio della storia del nostro paese a causa del suo tragico epilogo. Però il presidente dell’Eni è riuscito con lungimiranza a modernizzare l’Italia, rendendola capace di competere con le maggiori potenze mondiali. Cosa pensa che sia ancora attuale e perseguibile dell’esperienza di questo grande imprenditore marchigiano d’origine?

L’esperienza di Enrico Mattei è sempre presente in mezzo a noi, italiani che vogliamo amare il lavoro e la realizzazione attraverso il costrutto civile, prima che economico dell’impresa: Mattei incarna altresì la necessità di un “pensiero mediterraneo”, ossia che incorpori i saper fare e le culture del Sud del mondo e le congiunga (quindi non imperialisticamente) con quelle dell’Europa e delle Americhe giudaico-cristiano-cattoliche.

 

Lei è un economista e uno storico che ha sempre avuto una particolare concezione molto avanzata della responsabilità sociale d’impresa. Cosa pensa delle Benefit Corporation e in particolare dell’esperienza italiana delle Società Benefit normate dalla legge del 22 dicembre 2015 ed entrata in vigore il primo gennaio 2016?

Delle società benefit e di tutti i tentativi di temperare la vetustà della proprietà capitalistica penso tutto il bene possibile. Ma, in verità, sono molto più affascinato e lieto di osservare il sorgere e se possibile partecipare a questo sorgere di nuovi temperamenti o superamenti dell’allocazione capitalistica dei diritti di proprietà grazie alla volontà pura e quasi perfetta sempre dell’imprenditore e della sua famiglia.

 

Il nostro Blog è dedicato alla Precisione e all’Equilibro dinamico. Due temi che dovrebbero avere un ruolo determinante anche nell’economia sia pubblica che privata. Qual è la sua visione in tal senso?

La precisione e l’equilibrio dinamico sono le due virtù personali e collettive atte a diminuire l’entropia dei sistemi sociali e quindi del rapporto tra uomo e organizzazione. La loro presenza in economia, tanto in quella pubblica quanto in quella privata, è determinante per raggiungere la perfezione dell’execution che manca ai manager di oggi che non crescono più attraverso soprattutto l’esperienza. Gli imprenditori famigliari sono più obbligati a farlo. L’esprit de fines raggiunge, se unito all’esprit de geometrie, come ci insegnava Paul Valerj, quelle realizzazione che mirano al perfetto nel cambiamento: essenza dell’impresa.

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